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Per gli equipaggi siciliani, si è chiusa con due vittorie di categoria e un sesto posto la due giorni di regate di fondo sul lago di Varese. La manifestazione, iniziata sabato con la Coppa Insubria (gara riservata solo ai singoli), ha visto subito l’ottima prestazione di Marco Di Mauro, della Jonica, che col singolo Allievi C ha surclassato gli avversari della sua stessa età, sui quattro chilometri. L’atleta catanese si è classificato primo nella sua categoria e ottavo nella graduatoria generale. Ma le gare più attese sono arrivate domenica, sui seimila metri, nella penultima tappa di Coppa Italia di fondo, quando a scendere in acqua sono stati l’altro catanese della Jonica, Pierpaolo Venora (sotto), e le campionesse del mondo della Canottieri Palermo, Giorgia e Serena Lo Bue (sopra). Per l’etneo, ottima gara fino al quarto chilometro. “Poi ha avuto qualche problema con la direzione”, spiega Ivano Orofino, allenatore  in seconda della Jonica. “Ha fatto una buona gara, però resta un po’ di amaro in bocca. Sicuramente, Pierpaolo sta dimostrando continui miglioramenti e ieri gli avversari che lo hanno battuto erano tutti un anno più grandi di lui”. Alla fine, il sesto posto resta una buona prestazione, visto che l’atleta etneo allenato dalla coppia D’Arrigo-Orofino è arrivato volutamente a Varese senza “scaricare”.  “Diego e io volevamo che tenesse vivo il contatto col campo di gara”, conclude il vice allenatore etneo.

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“Last but not least”, Giorgia e Serena Lo Bue. Per loro, vittoria senza appello contro avversarie ancora troppo indietro per impensierirle: 23 secondi su Vigili del fuco Billi di Baselice-Parrinelli, e 27 sul misto Arno-Cavallini, il distacco sul traguardo. “Mi sono divertita molto in questa gara”, racconta Giorgia, “sin dalla prima palata. Anche se confesso che con Serena eravamo molto tese in partenza. La sconfitta di un anno fa bruciava ancora e temevamo di perdere. Tanto che ero un po’ infastidita da chi pensava che non avessimo avversarie, ancor prima di scendere in acqua. Io e Serena non andiamo mai in gara con la presunzione di vincere o di essere le migliori”. E come darle torto. Quest’anno, le Lo Bue hanno vinto tutto, contro tutti. Il che è un onore ma anche un onere. Perché pone sulle loro spalle il peso della fama che ormai le precede. “Sappiamo di dover dimostrare di essere le prime a livello nazionale, ma soprattutto internazionale, dove l’anno prossimo potremmo trovare equipaggi fortissimi. Vedremo!”, conclude la Lo Bue. “Quel che è sicuro è che possiamo migliorare ancora”.

Ultimo aggiornamento (Martedì 22 Novembre 2011 13:48)