Due giorni di sole e un raduno perfettamente riuscito. Non poteva andare meglio la tappa siciliana per il tecnico della nazionale junior Claudio Romagnoli, arrivato lo scorso fine settimana per testare, prima a Palermo e poi a Catania, lo stato di forma dei migliori Ragazzi e Junior dell’isola. Dei 33 convocati dal coordinatore regionale Benedetto Vitale (S.c. Palermo) e dal suo vice Ivano Orofino (C. Jonica), si sono distinti coloro che già, nel corso della stagione, avevano fatto parlare di sé.
Tra loro, Edoardo Bonanno, junior del Lauria allenato dal nuovo tecnico Luca Moncada, autore del miglior test sui 6000 metri al remoergometro. Ma gli atleti su cui costruire il futuro del canottaggio siciliano sono almeno otto: da Guglielmo Catanzaro (Jonica) a Valerio Vaccaro (Cus Catania), Dario Aleo (Marsala), Filippo Diletto (Telimar), Federico Giarrizzo (Ortigia), Marco Spector (Telimar), Antonio Palana (Thalatta) e soprattutto Pierpaolo Venora, classe 1996, 1° anno Ragazzi, fresco vincitore della Kinder Skiff. Nel settore femminile, i numeri sono poco incoraggianti, eccezion fatta per Serena Lo Bue (S.c. Palermo, sotto in gara con Giorgia), autrice di un’ottima prova. La sorella Giorgia, invece, è stata fermata dall’influenza (ma questo fine settimana sarà impegnata con Serena, sul lago di Varese, nella prima prova della Coppa Italia di fondo).
“Dai test fatti emerge un quadro che lascia ben sperare per il futuro”, spiega Vitale, “ma che allo stesso tempo denuncia, a giudicare dai numeri, un buco generazionale nella categoria Ragazzi e Junior. Gli atleti su cui, per ora, possiamo riporre qualche speranza sono cinque sei. Il resto è tutto da costruire”. E se il coordinatore tecnico dipinge un quadro a tinte fosche, ma realistico, dei giovani agonisti siciliani, parole confortanti arrivano da Romagnoli.
“In questi due giorni ho visto un grande entusiasmo sia tra gli atleti che tra gli allenatori”, sottolinea il tecnico azzurro. “Rispetto al passato, grazie al presidente Lorenzo D’Arrigo, mi pare di vedere maggiore coinvolgimento, più interesse del Comitato a migliorare le cose. Qui in Sicilia vedo ottime risorse umane, grande volontà. E questa è la base per fondare un futuro agonistico migliore. Per fare buoni risultati ci vogliono sacrifici e un grande lavoro da parte di dirigenti e allenatori: senza di loro, senza il loro sforzo non si ottiene niente, perché gli atleti sono il nostro tesoro. E loro vanno preservati. Ma ripeto, tutto parte da staff tecnico e dirigenziale”.
Romagnoli si è poi rivolto ai ragazzi. “Ricordatevi che dovete essere dei campioni nella vita, prima che nel canottaggio. Allenatevi e non dimenticate di studiare, perché poi, un giorno, anche se avrete vinto gare importanti, rischiate di restare con poco in mano”. Dopo il saggio preambolo, il tecnico è entrato nel merito dell’approccio all’allenamento: “Perché il lavoro svolto ogni giorno in società abbia un effetto allenante è necessario avere grande concentrazione. Non dovete andare all’allenamento per fare presenza. Dico sempre che è meglio lavorare sulla qualità che sulla quantità. È inutile fare 30 chilometri senza grinta né concentrazione, o con pause lunghe. Meglio farne 20, con l’approccio giusto”. E ancora. “Noi dobbiamo crescere cavalli di razza, non muli: questo significa che non è importante avere un fisico possente o allenare solo la forza. Non serve a niente. Quello che serve per fare bene è la sensibilità in barca”.
Ultimo aggiornamento (Lunedì 22 Novembre 2010 11:11)














