Si è spento il mitico Bebo Carando, allenatore del Sisport Fiat Torino, un uomo vero, tutto di un pezzo, come pochi se ne incontrano, uno dei volti più nobili del nostro sport.
Chi lo ha conosciuto e frequentato ne ha potuto apprezzare le doti tecniche e quelle umane, lo spirito di sacrificio e la passione immensa per i suoi ragazzi e per il suo lavoro, la grande capacità di infondere l'amore per lo sport, per la famiglia e per tutto quello di cui parlava e faceva.
Non sono lontani i tempi i cui chi vi scrive era l'ultimo a lasciare i vari campi di gara con il carrello e quasi sempre si incrociava proprio con quello del Sisport Fiat: un colpo di clacson, quella immancabile presa in giro e il sorriso di un amico che condivideva tempi e passione.
Stava quasi per convincermi a trasferirmi a Torino, alla corte del "suo" Fiat, non una squadra, ma una sua creatura, con le barche, la palestra, gli atleti, i dirigenti: un altro figlio da far crescere, ma un concorso vinto ha voluto invece che rimanessi a Palermo dove, mi ricordo ancora, un giorno incontrò mio nonno, altro piemontese, e insieme parlarono per una buona mezz'ora nel loro dialetto.
Era felice Bebo, felice di parlare piemontese sulla spiaggia di Mondello, di vino Barbera e delle valli di Lanzo...
Ti ricorderò così, incredulo sulla spiaggia di Mondello, professionale e instancabile nel freddo delle uscite sul Po, o alle prese fino all'una di notte contro il fango delle esondazioni: tu con l'idrante contro tonnellate di fango... i consigli da tecnico e da uomo, da padre e da marito, le mangiate a Sabudia o a Piediluco...
Ciao BEBO! stame bin
Questo è l'articolo pubblicato sul sito federale.
ROMA, 01 giugno 2010 - Un autobus fermo a 100 metri dall’Hotel Intourist di Brest. Siamo in Bielorussia, durante una trasferta lunga e difficile Un uomo di quasi 60 anni, in polo azzurra e gilet blu, corre per raggiungerlo perché a bordo ci sono due dei suoi tanti gioielli in partenza per il campo di regata dove dovranno disputare la batteria degli Europei in due senza. In quel momento, 100 metri sono purtroppo tanti per il suo passo faticoso. L’autista, forse distratto, non si avvede di lui. Le porte si chiudono e la navetta parte. “Bebo, prendiamo il prossimo”. “Ma adesso le ragazze cosa fanno là da sole? Le devo subito chiamare oppure salgo insieme ad Andrea sul pulmino delle barche”.
Bebo Carando era un allenatore meticoloso, attento a ogni esigenza dei propri atleti e alla cura di ogni loro difetto. Leggeva benissimo allenamenti e regate, non si esaltava di fronte alle vittorie (tante) e non si abbatteva in occasione delle sconfitte (pochissime). Sapeva trasmettere le corrette motivazioni grazie alla unanimemente riconosciuta qualità di comunicatore, dare la carica nei momenti giusti. In lui ragazzi e ragazze avevano trovato una guida che era in grado di trasformarli non solo in canottieri di livello nazionale e internazionale ma anche in uomini e donne protagonisti nella vita di tutti i giorni fuori dal canottaggio. Come? Dando sempre l’esempio, facendo loro capire che in ogni azione dovevano metterci cuore e passione.
Ma era anche un uomo con una dote rara: sapeva vedere le persone al di là della facciata, non fermandosi mai alle apparenze o alle dicerie ma approfondendo la conoscenza di chi aveva di fronte senza mai giudicare. Per questo mancherà moltissimo a tutti noi anche se sicuramente il suo ricordo rivivrà nelle persone che hanno avuto la fortuna di averlo a fianco e di imparare qualcosa da lui. Ma al momento il dolore di noi tutti è ancora troppo forte e questo non ci basta. Grazie di tutto, BEBO! (MC)
Si è spento quest’oggi, all’età di 59 anni, Eusebio Carando, soprannominato dagli amici “Bebo”, allenatore della Sisport Fiat nonché nota ed apprezzata figura del panorama remiero nazionale ed internazionale.
Nato il 21 novembre 1950, si diploma all’Istituto Professionale di Stato ed inizia a remare nel 1966 con i colori del Centro Sportivo Fiat di Torino.
Durante la sua carriera agonistica conquista una medaglia d'argento ed una di bronzo in Coppa Europa, una medaglia d'Argento nella Coppa Latina ed ha vinto 7 Campionati Italiani.
Inizia ad allenare nel 1975, ricoprendo il ruolo di Collaboratore Tecnico alla Sisport Fiat dal 1975 al 1980 e dal 1992 al 1993.
Allenatore della S.C. Esperia e della S.C. Armida, dal 1999 acquisisce il ruolo di Allenatore della Sisport Fiat.
Responsabile del settore Junior della Federazione Italiana Canottaggio dal 1983 al 1984 e collaboratore Settore Under 23 dal 1987 al 2008, riscopre il ruolo di Coordinatore Tecnico Regionale Piemontese dal 1984 al 1992.
Lascia la moglie Gabriella, le figlie Sara e Maura ed il fratello Giuseppe.
La data ed il luogo di svolgimento dei funerali verranno pubblicati non appena definiti.
Il Comitato Piemontese della Federazione Italiana Canottaggio porge, a nome suo e di tutto il mondo remiero, Sincere Condoglianze alla famiglia.
IL COMITATO REGIONALE PIEMONTESE
Ultimo aggiornamento (Mercoledì 02 Giugno 2010 10:34)










