Benedetto Vitale festeggia il colpaccio a Varese: “Le Lo Bue come gli Abbagnale. I miei Junior? Fantastici”

Giorgia e Serena con il loro "papà" remiero, l'allenatore Benedetto Vitale.
Grande festa alla Canottieri Palermo. Il titolo italiano, l’argento e il bronzo vinti ieri ai Campionati italiani Assoluti, Junior e Para rowing sono il coronamento di una stagione da incorniciare. E che non è ancora finita. Protagonisti del colpaccio giallorosso, Mario Zerilli, Francesco Lo Bue, Walter Sciara, Luca Francaviglia e il timoniere ligure Alessandro Calder (Rowing genovese): insieme hanno vinto con autorevolezza la finale del quattro con Junior. Poi ci sono Giorgia e Serena Lo Bue, seconde in due senza Senior e autrici di una grandissima gara. Infine, il bronzo di Sara Mormando in quattro con Para rowing Pr3 ID Mix.
Sara Mormando viene premiata con la medaglia di bronzo.
E se i ragazzi della Sc Palermo si godono gli allori col sorriso stampato sul volto, c’è chi li guarda con soddisfazione per il lavoro fatto in questi anni. E’ l’artefice di tutto, il loro tecnico Benedetto Vitale, colui che ha creato questa squadra, a partire dalle Lo Bue, con i loro 12 titoli italiani, 2 europei e 5 mondiali (vinti da Giorgia; Serena è a quota 3) conquistati in nove anni. “Nulla è mai scontato, vincere è difficile, battere le Lo Bue è com’era negli anni Ottanta battere i fratelli Abbagnale: ci provano in tanti, poche ci riescono”, spiega Vitale a Rowingsicilia. “Ieri le ragazze hanno fatto una gara perfetta, tenendo conto della stagione travagliata di Serena. Semplicemente, le avversarie dell’Arno sono state più forti”. Nulla da recriminare, dunque, e tanto da festeggiare. Anche perché, come ricorda Vitale, esattamente nove anni fa, il 9 giugno del 2010, Benedetto è diventato papà di Andrea e le Lo Bue hanno vinto il loro primo titolo italiano in due senza Ragazze: l’oro con cui Giorgia e Serena hanno cominciato a scrivere la loro incredibile storia sportiva. 
Il tecnico della Sc Palermo con i campioni italiani del quattro con Junior.
Grandi complimenti anche ai suoi magnifici quattro Junior. “I miei picciotti sono stati meravigliosi. Hanno interpretato al meglio il copione scritto a casa e preparato per mesi. Peccato per il quattro senza: sulla carta era meno difficile del quattro con. Qui hanno peccato di inesperienza a questi livelli e pagato un po’ di appagamento per la vittoria precedente. Eravamo da podio anche in questa specialità”.
 
E ora, avanti col prossimo obiettivo. Per Giorgia Lo Bue è il raduno olimpico cominciato oggi a Varese, dove cercherà ancora una volta di guadagnarsi un posto su una barca olimpica: obiettivo difficile. Non impossibile. 

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