Raduno regionale cadetti e ragazzi. Cerasola: «Buoni i numeri, il movimento femminile sta crescendo. Ma la meta è lontana»

Non c’è futuro senza giovani. Ecco perché sabato e domenica il Comitato siciliano di canottaggio ha organizzato a Palermo il primo raduno regionale dedicato alle categorie cadetti e ragazzi cui hanno risposto tutte le società siciliane, tranne le siracusane (la Lni c’era) e le catanesi, rimaste a casa per fare fronte ai gravi danni subiti nei giorni scorsi per il maltempo.

L’appuntamento è stato voluto dal Consiglio regionale e dallo staff tecnico, in ottemperanza alla direttiva della Federcanottaggio con cui si sta cercando di stimolare l’attività giovanile: l’obiettivo è trovare talenti, ma anche mettere alla prova i giovani della nostra regione, sottoponendoli alla valutazione di Dario Cerasola, coordinatore tecnico regionale. Al raduno erano presenti 30 atleti, tra cadetti e rgazzi, e 11 junior convocati per il progetto dell’otto regionale cominciato alla fine del 2018 e che prevede un percorso che dovrebbe portare l’ammiraglia giallorossa alla selezione per la Coupe de la jeunesse

«È stato un raduno conoscitivo”, spiega Cerasola, “abbiamo fatto nuovi test con valutazioni delle misure antropometriche, al remoergometro e in barca. Poi abbiamo preso i parametri generali legati ad atleticità e ed esplosività degli atleti, facendo fare loro prove come il balzo in lungo da fermo. La compagine della Sicilia orientale mi farà avere i test nei prossimi giorni». Perfetta l’organizzazione che ha visto le società palermitane prestare mezzi e strutture per il raduno. Al Cus Palermo sono state testate le ragazze, al Telimar i cadetti e i ragazzi. Per quanto riguarda il progetto dell’otto junior, il raduno si è svolto alla Sc Palermo dove sono stati fatti i test indoor e poi in barca. 

«Sono soddisfatto per la partecipazione: in acqua c’erano quattro quattro di coppia, molti doppi», conclude Cerasola. «E sono contento per il movimento femminile: si vede che sta nascendo qualcosa. Purtroppo il livello è l’unica nota dolente: anche se sul piano antropometrico qualche valore c’è, al remoergometro siamo lontani da tempi competitivi. Adesso aspettiamo le gare regionali per avere le indicazioni riguardanti la barca».

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