Gaetani Liseo, atleta rivelazione 2015, racconta i buoni propositi per il 2016

Cari lettori di Rowing Sicilia, per i nostri colori si è chiuso un anno di grandi successi grazie alle tante medaglie tricolori, europee e mondiali vinte dai nostri cinque atleti più rappresentativi: Mirko Cardella, Giovanni Ficarra, Emanuele Gaetani Liseo, Giorgia Serena Lo Bue. E adesso che il 2016 è cominciato, è il momento di volgere lo sguardo agli appuntamenti principali, tra progetti e speranze, senza dimenticare un 2015 che per ciascuno di loro è stato un anno splendido, indimenticabile, ma in certi casi anche difficile e doloroso. Da oggi, per cinque puntate, vi racconteremo che cos’hanno lasciato nel 2015 e cosa desiderano dal 2016. Cominciamo con l’atleta “rivelazione” del 2015, Emanuele Gaetani Liseo.

Emanuele Gaetani Liseo

Tesserato per il Telimar, classe 1996, l’anno scorso ha esordito in maglia azzurra disputando a soli 18 anni il suo primo Campionato del mondo Under 23, tra i pesi pesanti, a Plovdiv, in Bulgaria: per lui, settimo posto – ovvero primo in finale B – nella specialità dell’otto conquistato dopo aver mancato per soli 13 centesimi la finale A.

Emanuele (quarto carrello) durante i Mondiali Under 23
Emanuele (quarto carrello) durante i Mondiali Under 23

Ma, per Emanuele, il 2015 è stato anche l’anno delle tre medaglie vinte tra Campionato italiano indoor e Under 23: il primo alloro, un bronzo, è arrivato l’11 gennaio scorso a Muggia (Trieste), ai Tricolori indoor, tra i Senior B. Poi, a giugno a Lago Patria (Napoli), ha vinto il bronzo in doppio con Mirko Cardella e l’argento in quattro di coppia con Cardella, Pierpaolo Venora e Alberto Conti. Umile, determinato come pochi, consapevole delle proprie capacità, ecco con che spirito affronterà l’anno appena iniziato.

Emanuele (primo da destra) e Mirko Cardella suo podio dei Campionati italiani Under 23
Emanuele (primo da destra) e Mirko Cardella suo podio dei Campionati italiani Under 23

“Dopo tanti sacrifici ho indossato la maglia azzurra, merito non solo mio ma soprattutto delle persone che credono in me e nelle mie potenzialità: prima di tutto la mia famiglia, poi i miei allenatori e la società di cui faccio parte. Il mondiale è stata l’esperienza più bella della mia vita: anche se non abbiamo fatto un grandissimo risultato, mi ritengo soddisfatto per com’è andato. Forse potevamo fare meglio, forse dovevamo crederci un po’ di più, forse se avessi ascoltato i consigli degli allenatori, e del mio in particolare, Marco Costantini, avrei potuto chiudere l’anno meglio di così, ma come tutti sappiamo con i se e con i ma non si fa la storia. Una delle cose che cercherò di fare meglio nel 2016 sarà ascoltare di più. Per quest’anno il mio scopo è riconfermare la mia presenza in squadra nazionale e, perché no, anche se è un obiettivo di alto livello vorrei farlo in due senza, con il mio compagno di società Mirko Cardella“.

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